Bioprinting: ora la stampante può stampare la pelle sulle ferite

A Washington DC si è tenuto un convegno organizzato dalla American Association for the Advancement of Science, e quello che è emerso quest'anno può rappresentare una speranza per tutti coloro che sono stati vittime di danni alla cute derivanti, per esempio, da ferite profonde o ustioni. E' grazie a James Yoo della Wake Forest University School of Medicine di Winston-Salem, che questi pazienti potrebbero  vedere la luce in fondo al tunnel.

La sua invenzione sarebbe una particolare stampante 3D, in grado di stampare - sul soggetto da curare - lo strato di pelle ottenuto in laboratorio grazie ad una miscela di cellule di pelle umana, collagene e silicone. La fedeltà del trapianto sarebbe possibile, a sua volta, grazie all'utilizzo preventivo di un macchinario in grado di effettuare una scansione dettagliata della parte lesa, valutandone tutte le caratteristiche, e fornendo tali dati agli esperti che dovranno creare la pelle in laboratorio. Questo è il video che dimostra il bioprinting, e che dimostra, tra l'altro, che il funzionamento della stampante non si discosta poi così tanto da quello di una normale a getto d'inchiostro.





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